Il piano del tavolo è all'altezza del bracciolo della sedia. Se continua così, toccherà evolversi in pinguini. In fretta.
01 febbraio 2012
Aggiornamento fotografico
Il piano del tavolo è all'altezza del bracciolo della sedia. Se continua così, toccherà evolversi in pinguini. In fretta.
E' caduta un po' di neve...

La foto del post qui sotto è di ieri sera, ora sono le 15.00 del giorno dopo. Se tanto mi dà tanto...
31 gennaio 2012
Bordi e contorni

Di questo, in fondo, ci vestiamo. Di contorni e bordi che modellano e delimitano, ricoprono e alterano forma ed essenza. Fino al disgelo.
30 gennaio 2012
Sunset Limited
- Con te mi sa che devo seguire una strategia. Giocare bene le mie carte. Altrimenti tu prendi e mi scompari nella notte.
- Non è notte.
- Dipende da che tipo di notte stiamo parlando.
- Non è notte.
- Dipende da che tipo di notte stiamo parlando.
27 gennaio 2012
"Aiutate i vostri allievi a diventare esseri umani"
In un articolo sulla Shoah, apparso su Le Monde del 29 aprile 1995, venne riportata una lettera che il preside di un liceo americano inviava ad ogni inizio d’anno ai suoi insegnanti:
I miei occhi hanno visto ciò che nessun essere umano dovrebbe mai vedere:
camere a gas costruite da ingegneri istruiti;
bambini uccisi con veleno da medici ben formati;
lattanti uccisi da infermiere provette;
donne e bambini uccisi e bruciati da diplomati di scuole superiori e università.
Diffido – quindi - dell’educazione.
La mia richiesta è: aiutate i vostri allievi a diventare esseri umani.
I vostri sforzi non devono mai produrredei mostri educati, degli psicopatici qualificati, degli Eichmann istruiti.
La lettura, la scrittura, l’aritmetica non sono importanti se non servono a rendere i nostri figli più umani.
Caro professore,
I miei occhi hanno visto ciò che nessun essere umano dovrebbe mai vedere:
camere a gas costruite da ingegneri istruiti;
bambini uccisi con veleno da medici ben formati;
lattanti uccisi da infermiere provette;
donne e bambini uccisi e bruciati da diplomati di scuole superiori e università.
Diffido – quindi - dell’educazione.
La mia richiesta è: aiutate i vostri allievi a diventare esseri umani.
I vostri sforzi non devono mai produrredei mostri educati, degli psicopatici qualificati, degli Eichmann istruiti.
La lettura, la scrittura, l’aritmetica non sono importanti se non servono a rendere i nostri figli più umani.
25 gennaio 2012
Autonomia senza portafoglio
Gli ultimi dieci anni hanno impoverito la scuola pubblica riducendola a chiedere soldi alle famiglie. I finanziamenti per l'autonomia scolastica sono stati ridotti progressivamente e drasticamente da un governo i cui figli, evidentemente, si sono avvalsi della scuola privata. Fatemi un favore, leggetelo il breve articolo del link. Non cambierà le cose, ma ci farà sentire meno soli. Meno incompresi, forse. Perché io proprio non ci riesco ad accettare la cecità e il disinteresse dei più davanti al depauperamento del futuro; non mi rassegno e sbatto il muso ogni giorno contro le difficoltà economiche della scuola. Contro un'autonomia fasulla e di facciata che non ti consente di fare una fotocopia senza richiesta scritta, che divide le classi degli insegnanti assenti nelle altre aule. Per non parlare dei tagli a monte, che hanno tolto ore di sostegno ai disabili o, peggio ancora, li hanno trasformati magicamente da portatori di handicap a 'semplici' dislessici o disgrafici. Viene voglia di farlo davvero l'elenco delle cose che i tagli ai finanziamenti alla scuola pubblica hanno prodotto. Ma non servirebbe, ormai i danni sono fatti e le generazioni impoverite di risorse, ché non solo di soldi si tratta, ormai sono transitate.
Ma la libertà resta, eh. Si può ancora scegliere: tra scuola privata e scuola provata.
Ma la libertà resta, eh. Si può ancora scegliere: tra scuola privata e scuola provata.
15 gennaio 2012
13 gennaio 2012
Modiche maliconie

Ci sono giorni in cui l'unica cosa che vuoi veramente fare è stare rannicchiata sul divano, con la gatta vicino e un buon libro da leggere. Fingendo che non esistano, almeno per un po', lavoro, impegni, studio, ferro da stiro, problemi, fatiche. Come un abbraccio tenero ad una modica malinconia che, ogni tanto, ha bisogno di essere ascoltata.
11 gennaio 2012
Che bisogno c'è
Dettagli macabri e raccapriccianti, foto di macchie scure e di lenzuola sporche di violenza. Teli chiari usati come pietosi paraventi improvvisati. Visi sconvolti dal dolore o dal rimorso, tratti alterati dalla crudeltà o dallo strazio, processi e confessioni, ipotesi e speculazioni. Mazzi di fiori e pupazzi per terra, colorati ornamenti dell'orrore. Indagini improvvisate da personaggi televisivi riciclati come criminologi, avvocati o investigatori. Conduttori morbosamente trasformati in giudici, giornalisti inviati in luoghi di misfatti e crimini, spettinati dal vento di vicende atroci e irrisolte.
In un angolo, appoggiata al muro della disattenzione, la perdita vera. Quella che non ha titoli, né programmi, né voce.
In un angolo, appoggiata al muro della disattenzione, la perdita vera. Quella che non ha titoli, né programmi, né voce.
24 dicembre 2011
Babbo Natale
Piccolo consiglio parentale: quando un figlio calcola esattamente il tempo che occorre a Babbo Natale - considerando i fusi orari - per portare i doni in giro per il mondo in una notte sola, è arrivato il momento di dirgli le cose come stanno.
Auguri cari a tutti.
Auguri cari a tutti.
13 dicembre 2011
Piccoli nazisti crescono
E' da diversi anni che, inorridendo e con lo stomaco contratto, ogni tanto vado a leggere le bestialità che scrivono su Stormfront. Se chi deve vigilare su questi ripugnanti fenomeni lo facesse per davvero, forse ora vivremmo in un mondo migliore. Appena un po'.
09 dicembre 2011
Quattro
Quattro fratelli a cena insieme. Una vita condivisa fra risate, scherzi scemi, discorsi seri e mani strette l'una all'altra. Sempre. Fra contrasti e confronti, omertà - quella buona - e confidenze, sapendo che ognuno di noi ha tre solidi riferimenti che non mancano mai. Fra porcospini, cammelli e supercazzole - e questa la capiamo solo noi - siamo sempre quattro. Complici, trasparenti l'uno per l'altro, legati saldamente da un amore fraterno di cui ci continuiamo a nutrire.

Vi voglio bene.
05 dicembre 2011
Promemoria per un Amico
La bellezza della vita riusciamo ad asciugarla soprattutto noi, guardandola solo distrattamente, presi dalle cose meno belle ma più prepotenti.
Da Alessandro Gilioli piovono rane
Scrive Alessandro Gilioli:
"Quello che non c’è, prima di tutto, è una patrimoniale. Per carità, i patrimoni non si toccano, in questo paese dove il cinquanta per cento della ricchezza è in mano al dieci per cento dei cittadini.
Quello che non c’è è un’imposta sulle attività finanziarie: e suona patetico gabellare per tale (come ha fatto Grilli) l’aumentino del bollo di Stato sul conto titoli.
Quello che non c’è è un taglio alle spese militari: continuiamo a comprare armi come se stessimo preparandoci a un’invasione aliena.
Quello che non c’è è un passo qualsiasi per abolire i privilegi della Chiesa, dall’Ici in giù: e ci mancherebbe, con l’asse cattolico che ha portato Monti a Palazzo Chigi.
Quello che non c’è è un taglio vero ai privilegi e alle spese della politica: unico punto pervenuto, il dimagrimento delle province, per il resto ciccia.
Quello che non c’è è un passo deciso verso la banda larga e la green economy: solo belle parole e vaghi propositi.
Quello che non c’è è il coraggio di aumentare l’Irpef almeno a chi prende più di 100 mila euro l’anno, e che se pure ne scuce un paio alla comunità in crisi non si suicida di certo.
Quello che non c’è è una severa legge penale tributaria, davvero curioso per un governo i cui membri hanno tutti studiato o lavorato negli Usa, dove le pene per gli evasori fiscali arrivano a 15 anni.
Quello che non c’è insomma è il coraggio di cambiare passo, di mostrare una nuova visione, una cultura diversa, un’ipotesi alternativa di futuro.
E quello che non c’è mi sembra, purtroppo, più importante e brutto di quello che invece c’è."
Quando un giornalista sa fare così bene il suo mestiere, tanto vale lasciare che dia voce ai pensieri più o meno confusi che, in questi giorni, girano in testa a molti.
Pochi avrebbero saputo dirlo meglio.
Quello che non c’è è un’imposta sulle attività finanziarie: e suona patetico gabellare per tale (come ha fatto Grilli) l’aumentino del bollo di Stato sul conto titoli.
Quello che non c’è è un taglio alle spese militari: continuiamo a comprare armi come se stessimo preparandoci a un’invasione aliena.
Quello che non c’è è un passo qualsiasi per abolire i privilegi della Chiesa, dall’Ici in giù: e ci mancherebbe, con l’asse cattolico che ha portato Monti a Palazzo Chigi.
Quello che non c’è è un taglio vero ai privilegi e alle spese della politica: unico punto pervenuto, il dimagrimento delle province, per il resto ciccia.
Quello che non c’è è un passo deciso verso la banda larga e la green economy: solo belle parole e vaghi propositi.
Quello che non c’è è il coraggio di aumentare l’Irpef almeno a chi prende più di 100 mila euro l’anno, e che se pure ne scuce un paio alla comunità in crisi non si suicida di certo.
Quello che non c’è è una severa legge penale tributaria, davvero curioso per un governo i cui membri hanno tutti studiato o lavorato negli Usa, dove le pene per gli evasori fiscali arrivano a 15 anni.
Quello che non c’è insomma è il coraggio di cambiare passo, di mostrare una nuova visione, una cultura diversa, un’ipotesi alternativa di futuro.
E quello che non c’è mi sembra, purtroppo, più importante e brutto di quello che invece c’è."
Quando un giornalista sa fare così bene il suo mestiere, tanto vale lasciare che dia voce ai pensieri più o meno confusi che, in questi giorni, girano in testa a molti.
Pochi avrebbero saputo dirlo meglio.
04 dicembre 2011
No pretexts
Un amore, per insensato che sia, non cambia in peggio il carattere delle persone. Lo fa solo emergere senza il filtro delle convenzioni.
29 novembre 2011
Cito testualmente
"Io ti amo a te e a tutti i tuoi capelli, fosse la penultima cosa che faccio".
Ma che gli combino, io, agli uomini?
Ma che gli combino, io, agli uomini?
28 novembre 2011
SMS
Lui: Tocca navigare a vista
Io: meglio che navigare a xp...
Io: meglio che navigare a xp...
27 novembre 2011
25 novembre 2011
Flash
- Vorrei stare in mezzo ai tuoi capelli...
- Portati il navigatore.
- Portati il navigatore.
23 novembre 2011
Riassunto: fatela finita, avete rotto
Io quest'uomo lo amo proprio.
Scrive Michele Serra ne 'L' Amaca': "Se (come giustamente sollecita il Capo dello Stato) verrà concessa la cittadinanza ai figli di migranti che nascono in Italia, e che sono italiani per logica, per crescita e per educazione, ma non per la legge, dice Calderoli che "farà le barricate". Credo che ci sia un errore, annoso, al quale rimediare. Un peccato di omissione del quale rischiamo, presto o tardi, di doverci vergognare non solo di fronte ai figli di migranti che nascono in Italia, ma anche di fronte ai nostri figli. L'errore è questo: che ogni volta che Calderoli o un altro gerarca verde ha aperto la bocca per minacciare barricate, o schioppettate, o forconate, e sempre per qualche causa ripugnante o qualche ragione tirchia, e sempre con quel ghigno gongolante e quei toni da taverna di chi si sente popolo in mezzo ai fighetti, avremmo dovuto rispondergli, metafora per metafora, che le loro barricate, se prima non arrivano l'esercito o i carabinieri a spianarle, gliele tiriamo giù noi con la ruspa e poi ci piantiamo sopra il Tricolore repubblicano, perché di vent'anni di razzismo organizzato ne abbiamo le balle piene, e di ruspisti ne conosciamo a gogò. La Lega crede di avere il monopolio dei modi bruschi, ma sbaglia. Nelle taverne del Nord che frequentiamo il dito medio lo mostrano a chi odia l'Italia, non a chi arriva da lontano per nascerci."
Scrive Michele Serra ne 'L' Amaca': "Se (come giustamente sollecita il Capo dello Stato) verrà concessa la cittadinanza ai figli di migranti che nascono in Italia, e che sono italiani per logica, per crescita e per educazione, ma non per la legge, dice Calderoli che "farà le barricate". Credo che ci sia un errore, annoso, al quale rimediare. Un peccato di omissione del quale rischiamo, presto o tardi, di doverci vergognare non solo di fronte ai figli di migranti che nascono in Italia, ma anche di fronte ai nostri figli. L'errore è questo: che ogni volta che Calderoli o un altro gerarca verde ha aperto la bocca per minacciare barricate, o schioppettate, o forconate, e sempre per qualche causa ripugnante o qualche ragione tirchia, e sempre con quel ghigno gongolante e quei toni da taverna di chi si sente popolo in mezzo ai fighetti, avremmo dovuto rispondergli, metafora per metafora, che le loro barricate, se prima non arrivano l'esercito o i carabinieri a spianarle, gliele tiriamo giù noi con la ruspa e poi ci piantiamo sopra il Tricolore repubblicano, perché di vent'anni di razzismo organizzato ne abbiamo le balle piene, e di ruspisti ne conosciamo a gogò. La Lega crede di avere il monopolio dei modi bruschi, ma sbaglia. Nelle taverne del Nord che frequentiamo il dito medio lo mostrano a chi odia l'Italia, non a chi arriva da lontano per nascerci."
14 novembre 2011
"La felicità è una piccola cosa"
La gatta stesa sul mio grembo si lava con meticolosa cadenza e mi culla, inconsapevole, mentre mi regalo una meritata mezz'ora di lettura. Dalla cucina profumo di cose buone appena sfornate.
11 novembre 2011
09 novembre 2011
Transizione
Verrebbe da scrivere sul governo che frana insieme ai luoghi che ha contribuito - in buona compagnia - a far crollare sotto acqua e fango. Verrebbe da scrivere sulla situazione economica - di cui non sono in grado di disquisire - che è forse la peggiore dal dopoguerra. Verrebbe da scrivere sulle idiozie che il nostro - spero presto 'ex' - presidente del consiglio fa e dice, senza soluzione di continuità. E invece.
Preferisco scrivere del signore di mezza età seduto su un muretto, malvestito, con la barba incolta e lo sguardo spento. Con i vestiti macchiati e una busta di plastica piena zeppa chissà di cosa. Forse di ricordi o di oggetti importanti, perché la stringeva a sé quasi con affetto. Di lui mi hanno colpito due cose: la schiena diritta, autentico ossimoro visivo, e le mani. Mani ancora curate e con una vera dorata ancora un po' lucida, che forse hanno accarezzato la testa di un figlio o digitato sulla tastiera di un computer, o forse hanno costruito cose importanti. O hanno scritto testi, corretto verifiche, impastato pane. Chissà. Qualunque cosa abbiano fatto quelle mani, uniche dignitose superstiti, forse non lo faranno più. E' questo l'aspetto più faticoso da accettare del quadro triste e malconcio in cui viviamo. Chi troppo. Chi più nulla.
Preferisco scrivere del signore di mezza età seduto su un muretto, malvestito, con la barba incolta e lo sguardo spento. Con i vestiti macchiati e una busta di plastica piena zeppa chissà di cosa. Forse di ricordi o di oggetti importanti, perché la stringeva a sé quasi con affetto. Di lui mi hanno colpito due cose: la schiena diritta, autentico ossimoro visivo, e le mani. Mani ancora curate e con una vera dorata ancora un po' lucida, che forse hanno accarezzato la testa di un figlio o digitato sulla tastiera di un computer, o forse hanno costruito cose importanti. O hanno scritto testi, corretto verifiche, impastato pane. Chissà. Qualunque cosa abbiano fatto quelle mani, uniche dignitose superstiti, forse non lo faranno più. E' questo l'aspetto più faticoso da accettare del quadro triste e malconcio in cui viviamo. Chi troppo. Chi più nulla.
25 ottobre 2011
Assenze
A volte mancano le parole. Troppo limitate per dipingere con efficacia e precisione quel che si ha dentro. A volte mancano le lacrime. Per quanto lungo e disperato sia un pianto, non saranno mai abbastanza. Io lo so. E come me, il resto del mondo.
20 ottobre 2011
Politically incorrect
Saddam Hussein
███████████████ 100% Complete.
Osama Bin Laden
███████████████ 100% Complete.
Mu'ammar Gheddafi
███████████████ 100% Complete.
Silvio Berlusconi
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Trovato qui.
Ogni tanto, essere fuori dalle righe fa bene.
███████████████ 100% Complete.
Osama Bin Laden
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Mu'ammar Gheddafi
███████████████ 100% Complete.
Silvio Berlusconi
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Trovato qui.
Ogni tanto, essere fuori dalle righe fa bene.
15 ottobre 2011
Eruzioni
"E' in atto un'eruzione vulcanica sottomarina, i cui detriti producono un'enorme chiazza sulla superficie dell'acqua, visibile a chilometri di distanza."
Vi ricorda niente?
Vi ricorda niente?
10 ottobre 2011
Incertezze
"Il brutto delle citazioni che trovi in internet è che non ne puoi verificare la validità" - Abramo Lincoln
07 ottobre 2011
Tre donne
Noi abbiamo Silvio, l'Africa e lo Yemen hanno tre Nobel per la Pace. Indovinate chi vive nel terzo mondo
02 ottobre 2011
La Lettera Segreta
Ho letto con molto interesse la disamina di Luca Billi sulla oramai celebre lettera segreta scritta da Trichet e Draghi. Forse dovremmo spendere qualche minuto in più cercando di capire cosa sta succedendo davvero, quali sono i programmi veri e quali le conseguenze dell'attuazione degli stessi.
Lo scenario esaminato da Luca è verosimile e preoccupante, pur se apparentemente privo di alternative. So che a volte le difficoltà del nostro quotidiano fanno perdere la voglia di dedicare qualche momento alla riflessione e all'analisi critica degli eventi, ma credo fermamente che la differenza fra disastro e recupero, in senso lato e non solo economico e politico, dipenda dal singolo passo, dalla singola presa di coscienza di ognuno di noi. Riporto,dello scritto di Luca, una parte significativa:
"Sono poi citate l'abolizione delle pensioni di anzianità, la riduzione della spesa pubblica - anche "riducendo gli stipendi" dei dipendenti pubblici - controlli molto rigorosi sulle autonomie locali, con buona pace dei federalisti dei prati. La Lettera dice molte cose, ma non parla di molte altre cose. Non chiede che il fisco venga riformato affinché chi più ha più contribuisca alla finanza pubblica e soprattutto che tutti paghino il dovuto; non chiede che si affronti con serietà il fatto che una parte sempre più rilevante dell'economia italiana è in mano alla malavita organizzata; non affronta l'enorme e ormai insopportabile differenza tra donne e uomini nel mondo del lavoro; non cita le condizioni di precarietà di tantissimi lavoratori; non parla del divario che continua a crescere tra i pochissimi che sono sempre più ricchi e la grande maggioranza delle persone che sono sempre più povere."
Monti, Montezemolo e Marcegaglia: questi i rincalzi del centro destra che, sicuramente, scipperanno una buona fetta di elettorato opposto. Perché, e sono d'accordo con Luca, la sinistra è opaca e inefficace. Oltre che connivente.
Termino con l'invito a leggere attentamente anche Dieci regole per drogare le menti dell'autorevole Noam Chomsky e "La rana che finì cotta senza accorgersene", di Olivier Clerc: una rana in una pentola di acqua bollente cercherà di schizzare via in men che non si dica. Se la si mette in una pentola di acqua fredda che viene riscaldata lentamente, la rana si abituerà pian piano. Fino alla morte, perché troppo provata per reagire.
La storia la facciamo noi. E noi non siamo rane.
Lo scenario esaminato da Luca è verosimile e preoccupante, pur se apparentemente privo di alternative. So che a volte le difficoltà del nostro quotidiano fanno perdere la voglia di dedicare qualche momento alla riflessione e all'analisi critica degli eventi, ma credo fermamente che la differenza fra disastro e recupero, in senso lato e non solo economico e politico, dipenda dal singolo passo, dalla singola presa di coscienza di ognuno di noi. Riporto,dello scritto di Luca, una parte significativa:
"Sono poi citate l'abolizione delle pensioni di anzianità, la riduzione della spesa pubblica - anche "riducendo gli stipendi" dei dipendenti pubblici - controlli molto rigorosi sulle autonomie locali, con buona pace dei federalisti dei prati. La Lettera dice molte cose, ma non parla di molte altre cose. Non chiede che il fisco venga riformato affinché chi più ha più contribuisca alla finanza pubblica e soprattutto che tutti paghino il dovuto; non chiede che si affronti con serietà il fatto che una parte sempre più rilevante dell'economia italiana è in mano alla malavita organizzata; non affronta l'enorme e ormai insopportabile differenza tra donne e uomini nel mondo del lavoro; non cita le condizioni di precarietà di tantissimi lavoratori; non parla del divario che continua a crescere tra i pochissimi che sono sempre più ricchi e la grande maggioranza delle persone che sono sempre più povere."
Monti, Montezemolo e Marcegaglia: questi i rincalzi del centro destra che, sicuramente, scipperanno una buona fetta di elettorato opposto. Perché, e sono d'accordo con Luca, la sinistra è opaca e inefficace. Oltre che connivente.
Termino con l'invito a leggere attentamente anche Dieci regole per drogare le menti dell'autorevole Noam Chomsky e "La rana che finì cotta senza accorgersene", di Olivier Clerc: una rana in una pentola di acqua bollente cercherà di schizzare via in men che non si dica. Se la si mette in una pentola di acqua fredda che viene riscaldata lentamente, la rana si abituerà pian piano. Fino alla morte, perché troppo provata per reagire.
La storia la facciamo noi. E noi non siamo rane.
30 settembre 2011
Compleanni
Questo blog ha compiuto otto anni. Ci si prepara alle tempeste adolescenziali.
25 settembre 2011
20 settembre 2011
Seduta sulla mia fortuna
Anche io sono seduta sulla mia fortuna, signor "presidente". Si chiama cattedra e mi dà da vivere. Per sedermi in cattedra ho studiato, superato e vinto concorsi, ho compilato domande, fatto supplenze girando tutte le scuole delle montagne qui intorno. Anche io ho viaggiato molto, svegliandomi quando le sue signorine andavano a dormire. In auto, in treno e in corriera, ché l'aereo presidenziale non poteva atterrare nello spiazzo delle piccole scuole dove ho fatto la gavetta.
Anche io sono seduta sulla mia fortuna. Certo non è rivestita in pelle, la sedia della cattedra, e il numero spropositato di allievi che ho di fronte non potrà mai, nonostante gli sforzi del suo ministro, arrivare al ragguardevole numero dei suoi trofei. C'è però una sostanziale differenza fra la mia fortuna e quella delle sue signorine. Non diventerò mai ricca, ma l'unica cosa che non mi piacerà, guardandomi allo specchio, sarà vedere i segni del tempo che è passato.
Anche io sono seduta sulla mia fortuna. Certo non è rivestita in pelle, la sedia della cattedra, e il numero spropositato di allievi che ho di fronte non potrà mai, nonostante gli sforzi del suo ministro, arrivare al ragguardevole numero dei suoi trofei. C'è però una sostanziale differenza fra la mia fortuna e quella delle sue signorine. Non diventerò mai ricca, ma l'unica cosa che non mi piacerà, guardandomi allo specchio, sarà vedere i segni del tempo che è passato.
16 settembre 2011
Una storia unica come tante
Dice che non sorrideva molto, fino a qualche anno fa. Che ha avuto esperienze difficili e faticose, di quelle che a volte la vita ti sbatte in faccia senza nemmeno troppi riguardi, dico io. Adesso il sorriso spunta spesso su quelle labbra un po' contratte, gli occhi si increspano con malizioso affetto dietro alle piccole lenti che non nascondono più una radicata compostezza, ma un lieve abbandono alla familiarità e alla confidenza.
Ne sono felice. Ogni piccolo sorriso e ogni gesto amichevole e affettuoso sono doni preziosi. Regalati, da chi ne comprende davvero il valore, a chi ha saputo aspettare credendoci.
Ne sono felice. Ogni piccolo sorriso e ogni gesto amichevole e affettuoso sono doni preziosi. Regalati, da chi ne comprende davvero il valore, a chi ha saputo aspettare credendoci.
P.S. Anche questo è criptico?
15 settembre 2011
13 settembre 2011
12 settembre 2011
Michele
Michele ha trentasei anni e lo sguardo di un bambino. Te lo dice con le dita, quanti anni ha, con un sorriso che disarma e scalda. Quando ti incontra si abbandona in un abbraccio lungo, intenso e privo di imbarazzi, autentico come le sue reazioni e le sue parole. Ha gli occhi azzurri come il mare del Cònero. Balbetta un po', ma ti guarda dritto negli occhi mentre cerca sereno quei suoni che non vogliono uscire. Racconta cose semplici di cui spesso perdiamo il sapore ed il senso, per distrazione o per una malintesa ricerca di complessità. Michele suona la fisarmonica con entusiasmo e talento. Negli abbracci, nel sorriso e nella musica trova la gioia che, nelle nostre sovrastrutture inutili, gli abbiamo negato.
09 settembre 2011
07 settembre 2011
So long, Neenah
Il frammento di un messaggio di poco tempo fa suonò, allora, come un saluto definitivo. Così è stato. Poche altre parole dopo quelle righe, fra me e Neenah. Un'amica importante e carissima, che ha combattuto come un gladiatore ogni istante della sua vita, nel bene e nel male. Lo riporto con le lacrime agli occhi, quel frammento. Per ricordarla anche qui, dove più spesso scrivo con ironia e con leggerezza. La merita tutta, questa parentesi dolorosa e seria. Credetemi, la merita.
"I think of you so often... fond fond memories of what little time we had to visit together. I'm still hanging on... trying my best to fight this beast. Love you loads ♥♥♥ Take care and be happy!!!"
***
The fragment of a message, written a little while ago, sounded like a definitive greeting. So it was. Few other words after those lines, between me and Neenah. An important and beloved friend, that fought every instant of her life like a gladiator, for better or for worse. Now I write down that fragment with tears in my eyes. To remember her here as well, where more often I write with irony and levity. She really deserves this grievous and serious parenthesis. Believe me, she deserves it."I think of you so often... fond fond memories of what little time we had to visit together. I'm still hanging on... trying my best to fight this beast. Love you loads ♥♥♥ Take care and be happy!!!"
06 settembre 2011
Scambio di sms
Lui: Certo che ce n'è di gente strana, in giro...
Io: Cioè?
Lui: Persone con più di 55 anni che hanno come contatti, su facebook, soprattutto ragazzine.
Io: Da noi li arrestano, su al nord diventano presidenti del consiglio...
Io: Cioè?
Lui: Persone con più di 55 anni che hanno come contatti, su facebook, soprattutto ragazzine.
Io: Da noi li arrestano, su al nord diventano presidenti del consiglio...
01 settembre 2011
Tenerezza
Una ex alunna mi viene a trovare e, guardandomi dritta negli occhi, mi racconta con un sorriso come va la sua vita. Poche le parole. Ha spesso preferito i silenzi, l'ironia e le espressioni del volto per comunicare le cose più intense. E' una giovane donna in gamba e fiera, combattiva e orgogliosa. Ma quando ci salutiamo con un abbraccio materno, si abbandona come un bambino e poggia per un secondo la guancia sulla mia spalla, unendo affetto e fiducia in un unico, breve gesto. Inondando la mia scorza ruvida di una tenerezza infinita.
28 agosto 2011
22 agosto 2011
05 agosto 2011
02 agosto 2011
31 luglio 2011
La bielletta dell'avantreno
Ho portato l'auto dai miei meccanici di fiducia per il tagliando. Loro, Davide e Vanes, sono due bravissimi meccanici che riescono sempre a soddisfare le mie richieste automobilistico - meccaniche assurde e regolarmente 'last minute'. L'altra sera sono tornata in officina, per ritirare l'auto, con una mezz'ora di anticipo. Vanes mi dice "Se vuoi fare un giro, l'auto è pronta fra una ventina di minuti almeno...".
Una donna normale ne avrebbe approfittato per guardare un po' di vetrine, magari per concedersi qualche acquisto inutile ma gratificante. Io, che non sono una donna normale, sono uscita dall'officina il tempo di una sigaretta e son tornata indietro. Perché a me l'aria che si respira dal meccanico piace proprio. L'odore dell'olio e del metallo, le pareti fitte di attrezzi che ai miei occhi sono meglio di un arazzo prezioso, i ponti sotto ai quali mi piacerebbe stazionare per vedere meglio una faccia delle auto che non si riesce a vedere mai, le cassette unte ma piene zeppe di pezzi di ricambio di cui vorrei conoscere anche la storia. Come la bielletta della barra stabilizzatrice. Ha una funzione nobile e fondamentale, ma nessuno ne conosce la forma o l'importanza. Povera e sconosciuta bielletta, che rende il nostro guidare scorrevole e morbido anche sulle gibbosità più marcate.
Ecco, questo post è un tributo alla bielletta dell'avantreno. Quella che nella mia auto era da sostituire e di cui nessuno, o quasi, conosce l'esistenza.
Una donna normale ne avrebbe approfittato per guardare un po' di vetrine, magari per concedersi qualche acquisto inutile ma gratificante. Io, che non sono una donna normale, sono uscita dall'officina il tempo di una sigaretta e son tornata indietro. Perché a me l'aria che si respira dal meccanico piace proprio. L'odore dell'olio e del metallo, le pareti fitte di attrezzi che ai miei occhi sono meglio di un arazzo prezioso, i ponti sotto ai quali mi piacerebbe stazionare per vedere meglio una faccia delle auto che non si riesce a vedere mai, le cassette unte ma piene zeppe di pezzi di ricambio di cui vorrei conoscere anche la storia. Come la bielletta della barra stabilizzatrice. Ha una funzione nobile e fondamentale, ma nessuno ne conosce la forma o l'importanza. Povera e sconosciuta bielletta, che rende il nostro guidare scorrevole e morbido anche sulle gibbosità più marcate.
Ecco, questo post è un tributo alla bielletta dell'avantreno. Quella che nella mia auto era da sostituire e di cui nessuno, o quasi, conosce l'esistenza.

Come vedi, lo so da me che non sono una donna normale.
27 luglio 2011
I have a dream
Ancora non ci credo. A New York basta amarsi e rispettarsi, qui succede questo. E succede ancora, come per le presunte streghe medioevali, che si viene picchiati a morte, emarginati, derisi. O nascosti e negati dalla chiesa, dalle famiglie e dagli amici.
E' tempo di fare alcuni passi avanti. Verso il rispetto di scelte che non è affatto difficile condividere, verso rapporti che sono spesso molto più solidi e duraturi di quelli eterosessuali. Ne ho scritto, in passato, ho due cari amici, entrambi uomini, che vivono insieme da anni. Si amano, e regalano a chi li conosce un ottimo esempio di rispetto, di sostegno reciproco e di considerazione. Non riesco a vedere storture nell'amore autentico. Ci riesco benissimo, invece, nel fanatismo folle di chi, strapagato e nascosto dietro uno scranno del Parlamento, fomenta paure irrazionali e nutre con rara protervia ideologie da terzo reich.
Io, donna che ama un uomo, ho un sogno. Che il rispetto, prima o poi, riesca a superare la paura. Che si riesca a guardare negli occhi una persona sapendo che non sono i genitali, ma la testa e il cuore a rendere ognuno di noi diverso da chiunque altro. E unico.
E' tempo di fare alcuni passi avanti. Verso il rispetto di scelte che non è affatto difficile condividere, verso rapporti che sono spesso molto più solidi e duraturi di quelli eterosessuali. Ne ho scritto, in passato, ho due cari amici, entrambi uomini, che vivono insieme da anni. Si amano, e regalano a chi li conosce un ottimo esempio di rispetto, di sostegno reciproco e di considerazione. Non riesco a vedere storture nell'amore autentico. Ci riesco benissimo, invece, nel fanatismo folle di chi, strapagato e nascosto dietro uno scranno del Parlamento, fomenta paure irrazionali e nutre con rara protervia ideologie da terzo reich.
Io, donna che ama un uomo, ho un sogno. Che il rispetto, prima o poi, riesca a superare la paura. Che si riesca a guardare negli occhi una persona sapendo che non sono i genitali, ma la testa e il cuore a rendere ognuno di noi diverso da chiunque altro. E unico.
22 luglio 2011
19 luglio 2011
AccuWeatherpuntocom
Sul mio cellulare era preinstallata l'applicazione che permette di consultare le previsioni meteorologiche. AccuWeather, appunto, e presumo che "Accu" stia per accuracy. In realtà non c'è volta in cui non sbagli previsione; ieri, ad esempio, su Bologna mi aspettavo imperversassero violenti temporali, corretti in fieri dal suddetto meteo in soleggiate e calde giornate. E' sorprendente. Un sito accreditato, con applicazioni installate anche nei portauova dei frigoriferi, che cambia le immagini e le previsioni mentre le cose accadono, modificando con nonchalance ciò che regolarmente sbaglia. Certo che ne scarico un'altra, di applicazione per le previsioni. E' solo un sito meteo come tanti, per carità, c'è di peggio a 'sto mondo. Ma dopo aver steso l'ennesimo bucato che invece di asciugarsi si bagna, per quanto mi riguarda, "Accu" sta per Acculo.
17 luglio 2011
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