IL PRIMO QUESITO è sull'acqua.
Il decreto stabilisce che al 31 dicembre 2011 cesseranno tutte le aziende pubbliche che si occupano di gestione e distribuzione dell'acqua. Dopodiché le aziende dovranno essere miste, il capitale privato dovrà essere presente almeno al 40%. Inoltre tutte le società miste che se ne occupano dovranno progressivamente ridurre il capitale pubblico, fino a meno del 30% nel 2015.
Abrogare questa norma significa contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese.
IL SECONDO QUESITO è sempre sull'acqua.
Questo è difficile e subdolo... Si propone l’abrogazione dell’’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”.
La parte di normativa che si chiede di abrogare è quella che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.
Abrogando questa parte dell’articolo sulla norma tariffaria, si elimina il “cavallo di Troia” che ha aperto la strada ai privati nella gestione dei servizi idrici: si impedisce di fare profitti sull'acqua.
IL TERZO QUESITO è sul nucleare.
Illeggibile come quesito, fatto di leggi e leggine, norme e stralci di articoli. La sostanza la conosciamo: ragionevolmente non possiamo proprio permetterci il nucleare in Italia. Con questa imprenditoria di furbi e collusi e con l'incapacità governativa di esercitare la funzione di controllo. Inoltre siamo il paese del sole e del vento. Sarebbe ora di usarli.
Segnalo, grazie ad un amico il cui pensiero esporrò nel prossimo post, questo sito.
IL QUARTO QUESITO è sul legittimo impedimento.
Si chiede di abrogare una norma già criticata da molti, perché ritenuta incostituzionale. Questa porrebbe, infatti, il presidente del consiglio dei ministri e i ministri in una condizione privilegiata rispetto agli altri, come se la legge non fosse più uguale per tutti.
Dobbiamo essere in 25 milioni a votare, per raggiungere il quorum. I referendum sono stati spostati nell'ultima data utile, a ridosso delle vacanze e dopo i due turni delle amministrative, disincentivando la partecipazione.
Secondo i sondaggi il 70% degli italiani non sa che il 12 giugno si voteranno i referendum. Questo significa che chi legge dovrà trovarne almeno 3, informarli e portarli a votare quattro SI per bocciare la privatizzazione dell'acqua, il nucleare e il legittimo impedimento.
2 commenti:
Farollo.
Grazie!
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