Sono uscita alle sette, come sempre, ma era più buio. Durante il viaggio in auto, quotidiana occasione per meditare sulle umane cose, guardavo il cielo con un misto di sgomento e apprensione: il cielo restava incatenato alla tonalità di grigio scuro più inquietante, per quell'ora del mattino.
E se.
E se un giorno non sorgesse il sole e il buio ingoiasse le nostre meschine querelles come un boccone di brioche? Se il nero facesse colazione con le nostre aspettative? Per un attimo ho sentito davvero che è tutto relativo. E se il sole non sorgesse, una mattina, e mattina non fosse, spazzeremmo tutto dalla mente e dal cuore; e torneremmo in un secondo a vedere le cose con lo sguardo autentico di chi non si aspetta niente. Cercheremmo chi amiamo, per capire insieme e aspettare quell'alba tardiva, o forse fuggita altrove. Dove l'uomo, o chi per lui, è più meritevole d'essere scaldato.
E se.
E se un giorno non sorgesse il sole e il buio ingoiasse le nostre meschine querelles come un boccone di brioche? Se il nero facesse colazione con le nostre aspettative? Per un attimo ho sentito davvero che è tutto relativo. E se il sole non sorgesse, una mattina, e mattina non fosse, spazzeremmo tutto dalla mente e dal cuore; e torneremmo in un secondo a vedere le cose con lo sguardo autentico di chi non si aspetta niente. Cercheremmo chi amiamo, per capire insieme e aspettare quell'alba tardiva, o forse fuggita altrove. Dove l'uomo, o chi per lui, è più meritevole d'essere scaldato.
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